#2 è qui.

Strada Nino Bixio, 50 – Parma
Venerdì 27.01.17 // h. 18:00
fino al 5 marzo 2017 – h. 15-19 (da mercoledì a sabato)

#2 inaugura il 27 gennaio 2017 e continua l’esplorazione del tema della rappresentazione del corpo questa volta attraverso il filtro della memoria. Giacomo Cossio, 1974, artista che si identifica immediatamente con i suoi collage tridimensionali presta un complesso lavoro sul padre dove la stratificazione della materia rimanda all’accumulo del vissuto. Architetto, raramente Cossio ha applicato la sua tecnica di materializzazione e di ritorno alla corporieità, sull’identità umana, sua o di altri, preferendo nel suo processo di appropriazione dedicarsi evidentemente ad oggetti in grado di portarne il peso. Da sempre intesa come dialogo tra questa opera e i collage di Pietro Ghizzardi con questi la mostra introduce la storia, cioè la memoria collettiva. Le dive del cinema, gentilmente concesse dalla Casa Museo al Belvedere Pietro Ghizzardi, sono quelle della carta patinata delle riviste illustrate che il pittore sottopone ad un vivificante processo di ridefinizione morale con il chiaro intento di reinterpretare la cultura sociale. Intima e personale è invece la materia sulla quale lavora Cecilia Gioria, 1991, per esplorare l’arco evolutivo dell’arte contemporanea; con la Gioria lo sviluppo dell’identità dell’artista si confonde deliberatamente con quello della persona per la produzione di un materiale ironico e cinico al tempo stesso.

Cecilia Gioria
Torniamo ad una dimensione famigliare e accogliente con il lavoro dell’illustratrice Giulia Sagramola, 1985, che ha lavorato con Giusi Quarenghi per la realizzazione di Sonno gigante sonno piccino, edito da Topipittori intervenendo sulla sua storia personale per elaborarla, assimilarla, riviverla. Sembra realtà aumentata ma ricorda gli incontri serali davanti al camino.

sonno-gigante-sonno-piccino_topipittori-139

# 2 è realizzato grazie al contributo della Casa Museo Pietro Ghizzardi e degli artisti Giacomo Cossio, Cecilia Gioria e Giulia Sagramola. La mostra si collega alla personale di Irene Gerard, artista belga di grandi ritratti realizzata dalla galleria RIZOMI_art brut che offra una diversa esplorazione del corpo e della ricostituzione della realtà non più a partire da materiale esistente come nel collage ma da processi di una autonoma frammentazione e ricomposizione.

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